Filippo Berardini: il musicista
Biografia a cura del figlio, Tito Berardini Sr.
LA NASCITA
Nasce a San Sebastiano dei Marsi una frazione di montagna del Comune di Bisegna (AQ) il 10 dicembre 1898 (v. doc. 1) da Tito e da Ester Beato (v. foto 2). E’ il secondo di dieci figli. Il mondo che lo circonda è semplice e povero. C’è qualche bottega di artigiano, ma c’è soprattutto la fatica nei pochi campi scoscesi da coltivare e quella del pascolo degli animali (pecore, muli…). La terra è argillosa, molto frazionata e piena di sassi quindi povera anche se non manca l’acqua. La sua casa è una costruzione dignitosa, tipica della famiglia agiata del paese nel centro della Frazione. Il padre Tito è un imprenditore benestante-possidente che gestisce un mulino a pale che macina grano. La madre Ester è figlia del Vice Prefetto di Foggia, una famiglia molto stimata e apprezzata. Filippo però rimane pochi anni a San Sebastiano (v. doc 3 – foto 3) perché il padre Tito, appena viene aperta a Napoli nel 1906, la succursale della Banca “M. BERARDINI”, viene nominato Amministratore Delegato e vi si trasferisce con tutta la famiglia.
L’ADOLESCENZA A NAPOLI
Il ragazzo Filippo conclusa la scuola primaria, frequenta la scuola secondaria e quella contabile ma la sua grande sensibilità per l’arte della musica lo porta a iscriversi alla famosa Scuola di Musica di Napoli, il Regio Conservatorio “San Pietro a Majella”. Suoi Professori sono i più importanti Maestri dell’epoca: da Camillo De Nardis ad Antonio Savasta; da Florestano Rossomandi a Francesco Cilea.
SUL CARSO A DIFENDERE LA PATRIA
Nel 1917 appena diciannovenne viene chiamato al Servizio militare e subito spedito al fronte (sul Carso) a difendere la Patria. Il suo comportamento è esemplare e, per il suo coraggio, viene insignito con la Croce al Merito di Guerra (v. doc 6). In licenza, torna a San Sebastiano e viene accolto dai suoi compaesani festosamente (v. doc 7). Finita la guerra, torna a Napoli per proseguire gli studi al Conservatorio.
PRIMA COMPOSIZIONE
E già in questo periodo si dimostra molto creativo: è del 26 marzo 1914, quando a soli 16 anni, la prima composizione dedicata al padre “Rimembranze” * (v. doc. 7a), che è una chiara manifestazione della precocità del suo talento creativo (**).
LA FREQUENTAZIONE DEL CONSERVATORIO “S. PIETRO A MAJELLA”
Il 5 aprile 1922 fu chiamato dal Direttore del Conservatorio Francesco Cilea a presentare un profilo didattico-artistico del M° Camillo De Nardis in occasione dei festeggiamenti per il 40° anniversario del suo insegnamento (v. doc. 5). Ma non solo, riesce anche a primeggiare “alla grande” nel nuovo filone della scuola napoletana tradizionale con un’altra composizione: L’avanzare del crepuscolo (*) che fu pubblicata dalla famosa Casa Editrice Musicale IZZO, allora punto di riferimento e di incontro per i giovani compositori.
MAESTRO DI PIANOFORTE
Si diploma poi, in Pianoforte a pieni voti, il 31 luglio 1922 (v. doc. 7c). Nel frattempo il padre Tito nel 1913 aveva già lasciato la Banca “M. Berardini” per seguire la sua vera passione, esercitare la professione dell’imprenditore. E infatti con l’acqua della sorgente “la Ferriera” costruisce a San Sebastiano un impianto elettrico per dare luce alle abitazioni di San Sebastiano, di Bisegna e di Santa Maria; (ndr a Milano la luce elettrica era arrivata nel 1911).
LA VITA ARTISTICA CON LA ZIA LAURINA
Filippo però sceglie di domiciliarsi ad Avezzano, dove vive già una zia, Laura (v. foto 8), primogenita e quindi la più autorevole della famiglia Berardini, che, amante della musica, lo accoglie come un proprio figlio (v. foto 8e) e lo presenta alle Famiglie più in vista e più attive negli ambienti culturali della città di Avezzano. Dalla Mancini alla Corbi; dalla Orlandi alla Petrella; dalla Cirese alla Tarquini; alla Nardelli; dalla Zeri, alla Coray, alla Blasetti; dalla Rossi alla Marrama, alla Di Meo, alla Valentini … Ed è proprio in questa città che raccoglie i più prestigiosi successi (v. 9 Raccolta – Programmi e recensioni…).
SCUOLA DI PIANOFORTE “M° F. BERARDINI”
Qui fonda la sua Scuola di Pianoforte “M° Filippo Berardini” (v. doc.10=10a=10b e foto 10) che diventa il passaggio obbligato per tutti coloro che amano avvicinarsi alla musica. La Scuola in quella città accoglie numerosi allievi che frequentano le lezioni del Maestro con risultati brillantissimi.
COMMISSARIO PREFETTIZIO AL COMUNE DI BISEGNA
Scrive a proposito il giornale, La Tribuna (12.4.1927) (v. doc. 11) “Il valoroso pianista che agli onori e alle soddisfazioni dei grandi centri, ha preferito dedicarsi alla rinascita artistica della nostra graziosa città, merita la riconoscenza e la stima della cittadinanza che lo ammira e lo ama. In ogni esecuzione, al sapiente uso del pedale e precisione e leggerezza di tocco, ha aggiunto una interpretazione veramente magnifica facendo risaltare con limpidità espressiva il giuoco mirabile delle luci e delle ombre”. E ancora, fra gli altri, sul Giornale d’Italia (5.6.1927) “L’entusiasmo che questo giovane e valoroso pianista mette nello sviluppo della sua fiorente scuola è tanto ed è altrettanto tanta l’arte che egli possiede nel rendere, attraverso l’insegnamento, ogni bellezza della letteratura pianistica classica, romantica e contemporanea” (v. doc. 12 – Foto 12a). E ancora, fra gli altri, dal Giornale d’Italia (8.12.1929), (v. doc. 13) “Egli (ndr M° Berardini) con l’usata sua abnegazione spende i tesori della sua intelligenza a pro di questa sua Scuola di Pianoforte, per cui Avezzano si avvia a divenire un centro musicale della più grande importanza della nostra Marsica”. Naturalmente i Saggi musicali e i Concerti si susseguono incessantemente, dal principale Teatro Margherita al Dopolavoro, ai Circoli culturali con brillantissimi risultati (v. Raccolta Programmi e recensioni…). A dicembre del 1930, ha l’occasione di ritornare nel luogo natio, dopo la nomina di Commissario Prefettizio al Comune di Bisegna. Qui il 10 dicembre 1930 (giorno del suo compleanno) organizza un Concerto Vocale e Strumentale pro Befana (v. doc. 13a). Al Pianoforte: M° Filippo Berardini; Soprano, Edvige Berardini (sua sorella); Violino: Giorgio Di Giorgio, Violoncello: Nicola Tavolieri, Concertatore dei Cori: Tito Berardini (suo padre). Dal giornale Il Messaggero (v. doc. 14) si legge; “ha avuto luogo la distribuzione dei doni pro-Befana. Il grande locale, offerto generosamente, come sempre, dal Sig. Tito Berardini, era letteralmente gremito. All’entrare del Maestro” (Filippo Berardini ndr.), “…non mancarono i discorsi d’occasione fra cui quello bellissimo del Maestro-Commissario che, con brevi, concise e forbite parole, rievocando con sentita rimpianto nostalgia la fanciullezza passata, commosse l’uditorio riscuotendo unanimi applausi…”. “Una lode va all’egregio M. Filippo Berardini e alla fiorente filodrammatica dilettante Sansebastianese, da lui capitanata. La filodrammatica di cui fanno parte Edvige Berardini, Tito Berardini, Antonina Di Pietro, Armida Conte, Scalise Siguera, Pierino Sforza, Luigi Grassi, Sebastiano Sforza e Sebastiano Umbertini”.
DIVERSI INCARICHI MUSICALI
Subito dopo gli viene assegnato l’incarico di Direttore musicale alla Scuola di Musica annessa al Regio Istituto Tecnico del Comune di Sora (v. doc. 15-15a-15b); incarico che ricopre fino al settembre del 1932. Dal 1° ottobre del 1932 e fino all’ottobre del 1936, gli viene assegnato l’incarico di Insegnante di Musica e Canto corale nell’Istituto Magistrale Parificato “Maria Clotilde di Savoia” in Avezzano (v. doc. 17).
LE NOZZE CON ANNA “NINA” SPALLONE
Qui conosce la Signorina Anna “Nina” Spallone Segretaria aggiunta dello stesso Istituto e anche sua allieva, che poi sposa (v. foto 18) in Avezzano il 2-8-1934 (v. doc. 18b), dove nel maggio del 1935 nasce la prima figlia, Ada (v. foto 18c).
NUOVA SEDE CITTA S. ANGELO
Con il passaggio a ruolo della moglie Anna, come Segretaria degli Istituti Magistrali Statali e il concorso vinto, nel 1935, da lui per l’insegnamento della Musica e Canto presso gli stessi Istituti (v. doc. 19-20), si trasferiscono nel febbraio del 1937, a Città S. Angelo (v. foto 21) e dove svolgono la loro professione nel prestigioso Istituto Magistrale “B. Spaventa” (v. doc. 22 e foto 22a). Qui nascono nel 1937, Tito e nel 1938, Renata gli altri due figli (v.doc 23-23a).
NUOVO PERIODO ARTISTICO
A Città S. Angelo il Maestro inizia un nuovo, diverso e proficuo periodo artistico grazie alla conoscenza e all’amicizia col Prof. Giovanni “Giannino” Iannucci, poeta e letterato; col Prof. Francesco Di Giampiero pittore e paroliere e col Prof. Carlo Trotta violinista con i quali stringe un forte sodalizio artistico. E’ in questo periodo che compone, per quanto è rimasto, alcune operette tra cui “Sogno di Principe”, “Vaso di Pandora” su libretto di Giovanni Iannucci e numerose romanze tra cui “Perché”, “E’ quasi Aprile”, “Torna a sognare”, “Serenata”… ed altre ancora (v. sue composizioni nel Libro LIRICHE per Canto e Pianoforte, Ed. Artemide – Fasc. A – B – C). Anche qui, oltre alla cattedra di Musica, organizza diversi Concerti; tra cui quello al Teatro Comunale il 15 dicembre 1937 (v. doc. 24-24a) dove raccoglie uno strepitoso successo per la sua “Serenata” interpretata mirabilmente dalla giovane cantante Giovanna De Berardinis e per l’altrettanto mirabile interpretazione di “Un bel dì vedremo” dalla Butterfly di G. Puccini dalla concittadina Maria Di Silvestre.
IL SUO MEMORABILE DISCORSO
Memorabile anche il concerto che dà, per la Celebrazione del Santa Cecilia, al Teatro Comunale il 22 novembre 1939. Un successo strepitoso per il Maestro più volte, calorosamente applaudito per l’ampio repertorio delle sue composizioni (Canzone triste – Nù pinziri – Gioventù – Il cielo imbruna – Sole e amore – Torna a sognar – Saltarello – Rimpianto) cantate e mirabilmente interpretate da Maria De Cecco, Gianna De Berardinis, e Grazia D’Alberto (v. doc 25). In questo stesso giorno, memorabile è il suo discorso (v. doc. 26), richiesto dal Preside dell’Istituto Spaventa per la stessa celebrazione. Con lo scoppio della 2a guerra mondiale e con le sue conseguenti privazioni, sofferenze politiche e sociali, il suo fisico si logora profondamente. Il suo spirito si fiacca distruggendone a poco a poco la creatività. All’arrivo degli alleati organizza altri diversi Concerti per le truppe, ma ormai la sua vita artistica, pubblica, volge alla conclusione ma non il suo amore per la musica che per lui era, come ebbe a dire in un discorso “l’espressione più pura capace di levare il nostro spirito verso l’infinito” condividendo quanto diceva Platone: “è il mezzo più efficace e potente per nobilitare le anime e liberare dalle tristi passioni” e quanto sosteneva S. Agostino “cantare è proprio di chi ama”.
Il 20 FEBBRAIO 1950 CONCLUDE LA SUA VITA TERRENA.
Sono state raccolte le sue composizioni, sono state tutte riordinate a cura del M° Antonio Piovano suo ex allievo. Sono state stampate in un volume intitolato LIRICHE per Canto e Pianoforte – Ed. Artemide ed organizzato due Concerti, il primo si è svolto a Città S. Angelo, al Teatro Comunale, concesso gratuitamente dal Sindaco Gabriele Florindi, con il Patrocinio del Comune il 13 luglio 2010 con un grande successo di pubblico e di autorità, e il secondo, nella Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano per gentile concessione del Parroco Don Cesare e con il patrocinio del Comune di Bisegna e della Pro Loco di S. Sebastiano, il 18 agosto 2010, con altrettanto grande successo di pubblico ed autorità. Dai due Concerti sono stati ricavati DVD e CD, questi ultimi solo per pianoforte egregiamente interpretati dalla famosissima pianista a livello internazionale, M° Cristiana Pegoraro.
Le musiche di Filippo Berardini
Nella playlist di seguito una selezione delle musiche composte da Filippo Berardini.
